29 ottobre 2009

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I cocci

0kw_terracruda_B_002di Elisa Mazza

Un paese che si chiama Fratte Rosa non può non essere convinto ed orgoglioso di se stesso e non può non indulgere alla propria bellezza.
Davvero si può dire Fratte Rosa paese dolce rotondo leggero e maneggevole come un vaso, uno dei tanti cocci perfetti nelle sue botteghe e fornaci…
(Paolo Volponi)


Visita al Museo demoetnoantropologico delle terrecotte presso il complesso conventuale Santa Vittoria, ad un laboratorio di terrecotte e al centro storico di Fratte Rosa.

Cena finale per gustare squisite ricette.
L’antica tradizione artigiana della realizzazione di oggetti d’uso in terracotta è il miglior biglietto da visita che il borgo di Fratte Rosa può vantare.

Una tradizione antica e serena che si inserisce perfettamente nel contesto di un paesino rotondo e pacato, arroccato su dolci colline distese verso il mare,

con un centro storico intatto e di notevole valore.
Il panorama che si vede dalle mura castellane è sconfinato, spazia dai monti alla costa. Ma non colpisce solo questo entrando a Fratte Rosa: si ammira ovunque la compiutezza delle sue case basse e pulite, la perfezione delle viuzze e delle architetture, la forza della storia, e senza dubbio il forte legame con la tradizione locale delle terrecotte. Da secoli infatti si producono ceramiche popolari di uso domestico che tramandano storia e cultura di chi le ha prodotte e utilizzate. I cosiddetti “cocci di Fratte Rosa” vengono da sempre realizzati artigianalmente e sono ancora oggi creati da abili maestri nei vari laboratori frattesi.
L’itinerario entra da subito nel vivo con la visita al Convento di Santa Vittoria, sicuramente il monumento più importante del territorio non solo perchè si dice fu fondato nel 1216 dai monaci Classensi di Ravenna ma anche perchè è nei suoi dintorni che secondo l’antica tradizione, si raccoglie la preziosa argilla. Il convento ospita oggi il Museo demoetnoantropologico delle Terrecotte, non una semplice raccolta di oggetti esplicativi di un tempo passato, ma uno spazio espositivo che si propone di evidenziare quanto ancora sia forte la tradizione della produzione delle terrecotte. Non a caso uno degli ambienti è stato destinato a laboratorio di ricerca e sperimentazione.
Per conoscere dal vero la pratica della lavorazione della terracotta, dopo la visita al Museo il percorso prosegue con la visita ad un laboratorio artigianale, dove si lavorano a mano terrecotte e ceramiche secondo l’antica tradizione. Dopo aver scoperto i segreti dei maestri delle terrecotte si raggiunge il centro storico di Fratte Rosa per conoscerne la storia, i monumenti e i suoi tanti tesori artistici.
Infine ritrovo al ristorante “Locanda della Ravignana” per gustare squisite ricette.

Fratte Rosa è arroccata sulla cima di un colle, in una cornice panoramica tra le più belle della provincia di Pesaro e Urbino, posta a cavaliere tra le medie valli del Cesano e del Metauro.

L’origine del nome antico Castrum Fractarum si riferisce probabilmente ad una sconfitta che qui subì Asdrubale, fratello del più celebre Annibale, condottiero cartaginese nella seconda guerra punica. Più verosimilmente, tuttavia la comunità di Fratte Rosa fu formata da alcuni superstiti scampati dalla distruzione, operata dai Visigoti di Alarico, della non lontana città romana di Suasa, che sorgeva nei pressi dell’odierna San Lorenzo in Campo.

Nel Medio Evo, la più recente Fratte Rosa fu un borgo fortificato, capoluogo della cosiddetta Ravignana,un vero e proprio staterello dipendente dai monaci classensi di Ravenna.

In seguito fu roccaforte fanese posta a guardia del territorio di questa città, scomoda enclave della Chiesa nel Ducato di Urbino, ragion per cui sia i Montefeltro, sia i Della Rovere tentarono sempre di occuparla. Nel territorio comunale si trova l’antica frazione di Torre San Marco, che ha origini storiche coeve al capoluogo e come questo fece parte della Ravignana, partecipando con alterne vicende alle rivolte contro Fano. Appartenuta successivamente al Ducato del Varano, nel 1545 passò alle dipendenze della Sede Apostolica.

L’odierna Fratte Rosa è un borgo tranquillo che, oltre a ben avviate attività nei settori della produzione di mobili, di calzature e di abbigliamento e della carpenteria metallica, continua anche la più celebre e tradizionale lavorazione di terrecotte di un nero luminescente (foto in basso), uniche nel loro genere per colori e forme. E’ questa un’attività produttiva secolare e perciò profondamente radicata nella storia stessa del paese che non vuole dimenticarla o farla cadere in disuso per l’affermarsi di più moderni materiali.

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