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Il Pergola Doc Aleatico di Terracruda pluripremiato all’estero

Nel decennale della Doc l’azienda di Fratte Rosa festeggia con tre riconoscimenti internazionali

Il Pergola Doc Aleatico prodotto da Terracruda conquista le giurie internazionali portando a casa tre importanti riconoscimenti in prestigiosi concorsi vinicoli.

Un traguardo significativo per la Doc Pergola che quest’anno festeggia il suo decennale. A testimonianza che in 10 anni questa piccola Denominazione d’origine, la più giovane della provincia di Pesaro e Urbino, è cresciuta in qualità tanto da poter competere sui mercati internazionali.

L’azienda vitivinicola di Fratte Rosa si è aggiudicata una medaglia d’argento al Concorso mondiale di Bruxelles, in una degustazione alla cieca che ha visto 320 giudici, da ogni angolo del pianeta, degustare oltre 8.000 vini provenienti da tutto il mondo.

A salire sul podio il “Lubaco” 2011 Pergola Doc Aleatico Superiore, un vino che già nel nome richiama il suo forte attaccamento a questa terra. Qui il terreno argilloso tipico di Fratte Rosa, proprio per questo nota come capitale delle terrecotte, è chiamato “Lubaco” o “Lubachi”.

Il “Lubaco” annata 2011 conquista un’altra medaglia d’argento anche nel Concorso Internazionale di Lione, distinguendosi tra oltre 4.000 vini.

Questo vino, il top di gamma nella tipologia Pergola Doc, è prodotto con un biotipo autoctono di Aleatico, si ottiene solo dalle migliori uve. Il vino rimane dodici mesi in maturazione sur lies in piccole botti di rovere di primo passaggio, con battonage settimanale. Questa particolare tecnica di vinificazione dona al “Lubaco” un’ampia corposità, intensità e complessità aromatica.

Una conferma per il Lubaco 2011 che lo scorso anno si era aggiudicato un bronzo all’International Wine Challenge di Londra e una menzione “Raccomandato” al Decanter World Wine Awards.

Il Pergola Doc Aleatico sorprende anche in un’altra veste: l’altro prodotto di punta dell’azienda, “Ortaia” 2012 Pergola Doc Aleatico Superiore, prodotto da uve Aleatico, ma invecchiato in botti di rovere di secondo e terzo passaggio, così da ottenere un vino con sentori di legno meno spiccati, conquista una medaglia di bronzo al “Challenge International du Vin” di Bourg. Il più grande concorso di vini internazionali organizzato in Francia, che ha visto sfidarsi, a colpi di degustazione rigorosamente alla cieca, oltre 4.200 vini.

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