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Metodo Classico – da Uve Colli Pesaresi Sangiovese Edizione Limitata “Barocci Ritrovato”

Zona di produzione: Fratte Rosa PESARO E URBINO – MARCHE
Vitigno: biotipo autoctono di Aleatico (anticamente chiamato Vernaccia di Pergola)
Vigneto: Colli Pesaresi Sangiovese.
Superficie: 7 ha
Sesto d’impianto: 270 x 0.70
Altitudine: 400 mt slm
Ceppi per ettaro: 5.500
Esposizione: sud / sud – ovest
Forma di allevamento: l’impianto è a cordone speronato
Età dell’impianto: in media 20 anni
Epoca vendemmia: prima decade di settembre
Tipo di raccolta: uve vendemmiate a mano in piccole casse, selezione delle uve in vigna mediante diradamento e diverse fasi di raccolta.
Tipologia terreno: sabbioso/argilloso
Resa per ettaro: 10 ton.
Vinificazione: pressatura soffice, decantazione statica del mosto a freddo e fermentazione a temperatura controllata con lieviti selezionati.
Affinamento:
3 anni di affinamento in bottiglia.
Titolo alcolometrico: 12%
Temperatura di servizio: 8°C – 10°
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
Dalla veste brillante, colore prezioso, il perlage fine. La bolla è numerosa e persistente.
Dopo una maturazione sui lieviti 36 mesi si presenta con un delicato color rosa pesca. All’olfatto il profilo è morbido e complesso con sottili sfumature di petalo e mela rosa, un ricordo di frutta tropicale, pompelmo rosa, miele e gesso. Al palato elegante e minerale dal sorso cremoso. Al gusto la bollicina ti accarezza, poi tutto si verticalizza regalando tanti aromi e buona persistenza con una bellissima chiusura sapida.
Il Sommelier consiglia
Crostacei, tartare di pesce, tagliolini allo scoglio, parmigiana, risotto ai funghi porcini.
Storia dell’etichetta in edizione limitata
Il 16 Marzo 1982, l’opera esposta alla pubblica devozione nella cattedrale di Urbino, subì la violenza di un taglio nella pare inferiore, corrispondente al ritratto del figlio del committente, un giovanotto dall’aria curiosa ed interrogativa. L’opera fu commissionata al giovane Federico Barocci ed eseguita tra il 1557 e il 1558, da Benedetto Bonaventura, uomo di scienza e di cultura urbinate e dalla cognata Teodora Coneri, rappresentata da Guido Bonaventura suo procuratore. Nel 2017 l’opera è stata ritrovata, grazie all’occhio vigile dell’antiquario Giancarlo Ciaroni, che ha riconosciuto il ritratto e lo ha segnalato alle autorità competenti. Nello stesso anno il Monsignore dell’arcidiocesi di Urbino e vicario episcopale per l’arte e la cultura, Mons. Davide Tonti, ha affidato alla nostra cantina l’immagine del ritratto e richiesto appositamente di dedicare un’etichetta e una bottiglia speciale per l’eccezionale ritrovamento della tela. La nostra Cantina ha scelto di dedicare a questa etichetta, uno spumante metodo classico rosato da uve Sangiovese dei Colli Pesaresi in edizione limitata, solamente 2000 bottiglie prodotte, per richiamare l’incarnato roseo delle guance del giovane fanciullo. Il ritorno del ritratto del figlio di Benedetto Bonaventura ricuce la ferita inferta alla storia di un territorio, alla pittura del Barocci a alla cultura italiana. La storia della città di Urbino e la storia dell’arte si arricchiscono di un nuovo significativo capitolo e di una nuova speciale bottiglia con cui brindare.

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